Il Frattale

Promozione umana e sociale – No profit

Energia fai da te: unica soluzione per un futuro sicuro

Da LIBRE:

«Ciò che sfugge ai sostenitori della green economy – scrive Pallante insieme ad Andrea Bertaglio sul “Fatto Quotidiano” – è che la sostituzione delle fonti Maurizio Pallantefossili con fonti rinnovabili implica una ristrutturazione complessiva del sistema energetico». La maggior parte dell’energia, auspicano Pallante e Bertaglio, non dovrà più essere prodotta in grandi centrali, ma «in una miriade di piccoli impianti per autoconsumo collegati in rete per scambiare le eccedenze». Solo in questo modo, trasformando i consumatori in produttori di nuova energia, si potranno risolvere i problemi legati alla discontinuità delle fonti rinnovabili, minimizzando il loro impatto ambientale e riducendo anche le perdite di trasmissione.

Di conseguenza, continua Pallante, la rete di distribuzione non potrà più essere strutturata su grandi dorsali con derivazioni ad albero, ma dovrà essere reimpostata come una “rete di reti” assolutamente locali, sul modello di Internet.

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La scelta strategica di spostare l’asse della produzione energetica su piccoli impianti di autoproduzione con scambio delle eccedenze in una “rete di reti”, orizzontale come il web, può creare un cambio radicale di paradigma e promuovere una nuova politica economica, finalizzata a creare occupazione nelle tecnologie che consentono di attenuare la crisi ambientale: sarebbe una drastica inversione della tendenza alla globalizzazione, verso la rivalutazione delle economie locali, invocata ormai da più parti senza però paniereche la politica abbia ancora espresso un impegno preciso. Bene, proprio l’energia – motore economico – potrebbe essere il punto di partenza.

Del resto, conclude Pallante, la new economy del terzo millennio fornisce esempi illuminanti: dal ritorno ai prodotti agricoli del territorio, i mercati contadini che bypassano la grande distribuzione, alle nuove aziende nel settore dell’abbigliamento che offrono validi prodotti, creati per durare nel tempo, sulla base di regole di trasparenza, materiali e procedure non inquinanti e prezzi equi. La dimensione locale taglia costi e inquinamento, fa decrescere il Pil ma conviene a tutti, produttori e consumatori, come dimostra la formula dei Gas, i gruppi di acquisto solidale, in continua espansione. La svolta? Arriverà con l’energia: quando le reti locali oltre che insalata e maglioni produrranno e scambieranno anche corrente elettrica, si avrà un cambio definitivo di orizzonte: quello che, in grande, permetterebbe al mondo di tornare a guardare al futuro con un po’ di fiducia (info: www.ilfattoquotidiano.it).

Originale

27/10/2011 Pubblicato da | economia, inquinamento, socialità, sviluppo sostenibile | , , , , | Lascia un commento

L’abbraccio nucleare è un abbraccio di morte

Da Il Cambiamento:

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Nel mondo sono attive circa 440 centrali nucleari. La Francia da sola ne possiede 80, la Spagna 9, la Svizzera 5 e la Germania una ventina, solo per citare i paesi a noi più vicini.

Ognuna di esse oltre a rappresentare una grave fonte di radiazioni per il territorio circostante, potrebbe essere causa di una catastrofe di proporzioni inenarrabili, nel caso si verificasse un incidente, un attentato o un intenso movimento tellurico come quello verificatosi in Giappone.

Ognuna di esse produce tonnellate di scorie radioattive che resteranno attive per un periodo che va dai 20 ai 150 mila anni. Scorie completamente ingestibili, poiché risulta materialmente impossibile determinare la sicurezza dei siti di stoccaggio delle stesse, dovendo ragionare su grandezze temporali nell’ordine delle decine di migliaia di anni…

Una pesante eredità fatta di veleni e di morte, che lasceremo in dono alle generazioni future, simile ad una spada di Damocle, sospesa nei secoli a venire sopra le loro teste.

Se a tutto ciò aggiungiamo da parte dei governi, la sempre più spiccata propensione ad affidare sia la costruzione che la gestione delle centrali nucleari ad imprese private come già avviene in Giappone, le quali sono interessate solo ed unicamente al proprio tornaconto, quello che traspare è un quadro a tinte fosche, potenzialmente pericolosissimo ed i cui contorni si perdono nell’imponderabile.

Originale

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Ndr.:

Si sostiene la necessità del nucleare in quanto necessario per lo sviluppo…

Uno sviluppo che si rivolge contro l’uomo, che costa troppo sotto vari aspetti che toccano anche la qualità della vita umana e la sua stessa esistenza, non è ragionevole, occorre fare in modo di non averne bisogno progettando una crescita sostenibile e a misura d’uomo, degli esseri che abitano il pianeta e dell’intero sistema terrestre.

Decrescita

Massimo Fini sulla decrescita economica

23/03/2011 Pubblicato da | inquinamento, socialità, sviluppo sostenibile, valori | , , , | Lascia un commento

Decrescita

29/01/2011 Pubblicato da | economia, giustizia, inquinamento, PIL, socialismo democratico, socialità, sviluppo sostenibile, valori | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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