Meno lavori, più precari
Da Il Punto Rosso:
Dall’inizio della crisi sono un milione e duecentomila (per l’esattezza 1.201.391) i posti distrutti fra i lavoratori italiani (i dati delle indagini forze lavoro sugli immigrati sono viziati dalle procedure di regolarizzazione). Mentre all’inizio della recessione, le perdite occupazionali erano concentrate tra lavoratori con contratti a tempo determinato (CTD) e nel parasubordinato, nell’ultimo anno ci sono stati licenziamenti anche fra i lavoratori con contratto a tempo indeterminato (CTI). Anche se la probabilità di perdere il lavoro continua ad essere da quattro (per chi ha un CTD) a quindici volte (per chi ha un contratto di collaborazione) più alta per i lavoratori precari che per chi ha un CTI (vedi Grafico 1), i lavoratori con CTI sono ancora più numerosi.

