Il Frattale

Promozione umana e sociale – No profit

Quadri

A. Ballanti

Olio su tela

Cm. 70 x 50

Senza cornice

————————————————————–

Serie

di

quadri

firmati

Savonari

(’72)

Si

tratta

di

oli

su

tela

cm. 70 x 50

Senza

cornice

***

**

*

Generale Savonari

————————-

A. Romano

Olio su tela

Cm. 70 x 50

Senza cornice

**

*

————-

Gandini

Olio su tela

Cm. 70 x 50

Senza cornice

*

————-

Rossi

Olio su tela

Cm. 70 x 50

Senza cornice

*

————-

Autore?

Olio su tela

Cm. 70 x 50

Senza cornice

*

*

*

*

*

*

*

*

*

*

*

*

*

Olio su tela

Cm. 80 x 60

Senza cornice

***

**

*

————-

Tutti i quadri mostrati sopra sono stati trovati recentemente in un ripostiglio di amici, in stato di conservazione non perfetto.

Sono in fase di valutazione per proporre un prezzo adeguato e interessante.

Chi volesse fare una propria offerta o esprimere un giudizio sul loro valore, sarà il benvenuto e potrebbe fare un buon affare.


Per ulteriori informazioni e per contattarci

22/03/2011 Pubblicato da | Annunci, quadri | , , , , , | Lascia un commento

Motocicli

P1345

Vespa 125 super

Documenti originali San Marino

€ 1.200

***

**

*

Vespa 125 4 marce

Targa e libretto originali San Marino

€. 1.350

***

**

*

Buster MBK 50 anno ’96

Freno a tamburo

Con libretto italiano

€. 360

***

**

*

Lambretta special 125

Targa e libretto originali San Marino

Anni ’60

€. 1.400

***

**

*

Moto Guzzi Zigolo cilindrata 98

Targa e libretto originali San Marino

Anno 1953

€. 1.600

***

**

*

Benelli motorella cilindrata 50

Anni ’60

Libretto italiano

€. 400


03/03/2011 Pubblicato da | Annunci, Motocicli | Lascia un commento

Opportunità di lavoro e rapporti sociali più “umani”

Opportunità di lavoro

Come molti ricorderanno, gli agricoltori si lamentano e fanno manifestazioni pubbliche perché il loro lavoro è sempre meno remunerato tanto che spesso fanno fatica a pagarsi i costi di impianto e gestione; neanche a parlare poi di utilizzare manodopera regolare. Per questo un numero sempre maggiore di terreni resta incolto, soprattutto quelli che presentano difficoltà per l’uso di macchinari perché sono scomodi, troppo piccoli, ecc. Ad es. la raccolta delle olive in piccole coltivazioni non consente l’uso delle macchine e richiede molto lavoro che, se pagato adeguatamente, costerebbe troppo al proprietario degli ulivi. Per questo, molti proprietari preferiscono pagare con dell’uliva o con l’olio.

L’esempio ci offre lo spunto per immaginare nuovi spazi per opportunità di lavoro.

Opportunità di lavoro

27/12/2010 Pubblicato da | giustizia, lavoro, socialità | , , | 1 commento

Meno lavori, più precari

Da Il Punto Rosso:

Dall’inizio della crisi sono un milione e duecentomila (per l’esattezza 1.201.391) i posti distrutti fra i lavoratori italiani (i dati delle indagini forze lavoro sugli immigrati sono viziati dalle procedure di regolarizzazione). Mentre all’inizio della recessione, le perdite occupazionali erano concentrate tra lavoratori con contratti a tempo determinato (CTD) e nel parasubordinato, nell’ultimo anno ci sono stati licenziamenti anche fra i lavoratori con contratto a tempo indeterminato (CTI). Anche se la probabilità di perdere il lavoro continua ad essere da quattro (per chi ha un CTD) a quindici volte (per chi ha un contratto di collaborazione) più alta per i lavoratori precari che per chi ha un CTI (vedi Grafico 1), i lavoratori con CTI sono ancora più numerosi.

Originale

27/12/2010 Pubblicato da | giustizia, lavoro, precariato, socialità | , , , | Lascia un commento

arti e mestieri

Da marylho43:

….

Tornare a fare il contadino con spirito rigenerato e nuovi attrezzi è necessario.

Proseguire i mestiieri indispensabili alla manutenzione di tutto ciò che abbiamo costruito, avvalendoci delle nuove tecnologie significa cambiare il concetto di impiego della manodopera diventando imprenditori di se stessi.

E’ un momento di smarrimento per l’avvento dell’automazione, ma ciò che essa ha prodotto ha necessità di essere conservata, nuovi mestieri sorgono per chi ha inventiva ed intraprendenza.

Originale

27/12/2010 Pubblicato da | lavoro, socialità | , | Lascia un commento

C’era una volta il lavoro

Da Il Punto Rosso:

…..

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha stimato che a fine 2009, a causa della crisi, i disoccupati sarebbero aumentati in totale di 50 milioni, e 200 milioni di lavoratori sarebbero stati risospinti in condizioni di povertà estrema. In Usa vari istituti stimano che il tasso reale di disoccupazione, il quale include coloro che hanno smesso di cercare lavoro perché scoraggiati da troppi mesi di tentativi, nei primi mesi del 2010 superasse il 16 per cento, a fronte del 10 per cento rilevato dal Bureau of Labor Statistics. In cifre assolute la prima percentuale corrisponderebbe a oltre 25 milioni di disoccupati. In Cina, a fine 2009 si calcolava che almeno 23 milioni di lavoratori avessero perso il posto che avevano trovato nelle città, e fossero rifluiti nelle campagne da cui erano emigrati – dove l’agricoltura non è più in grado di accoglierli.
In ambito Ue, secondo la Commissione europea a fine 2009 i senza lavoro erano il 9,5 per cento, con punte del 19 per cento in Spagna, percentuale corrispondente in totale a poco meno di 23 milioni di persone. In Italia, a fine anno il tasso di disoccupazione era dell’8,5 per cento, pari a 2,3 milioni di persone. Va aggiunto che, ove si fossero contati anche in questo caso coloro che hanno smesso di cercare attivamente lavoro – condizione che occorre dichiarare per poter venire tecnicamente inclusi nelle rilevazioni statistiche dei disoccupati – la percentuale sarebbe stata presumibilmente vicina a quella americana, e il totale di disoccupati nella Ue sarebbe salito verso i 30 milioni.
Le medie nazionali o aggregate occultano però la gravità della disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni . Nella Ue il tasso medio a fine 2009 toccava il 21,4 per cento di tale fascia di età, ma sfiorava il 30 per cento in Italia, superava tale quota in Lituania e Lettonia, e toccava addirittura il 40 per cento in Spagna.
La disoccupazione costituisce di per sé un costo personale e sociale rilevante, ma la crisi tende a provocare anche il progressivo degrado delle condizioni in cui operano coloro che un qualche tipo di lavoro ancora ce l’hanno. Il degrado delle condizioni di lavoro è riscontrabile in tre ambiti: lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione informale; l’aumento dei lavoratori precari con contratti atipici e il peggioramento della qualità del lavoro nell’economia formale; l’aumento del numero dei lavoratori poveri.
L’occupazione informale rappresenta in tutto il mondo il regno della totale assenza di contratti formali, quindi di diritti, regole, criteri pubblici per la determinazione di retribuzioni e orari di lavoro, per non parlare di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

Originale

10/12/2010 Pubblicato da | giustizia, lavoro, socialità | , , | Lascia un commento

   

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.